MOXIBUSTIONE

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Trattare attraverso il calore:

La moxibustione è una pratica terapeutica tipica della Medicina Tradizionale Cinese e fa parte delle tecniche esterne. Originaria in Cina ha avuto un grande sviluppo durante la dinastia Ming (1368-1644) ed essendo considerata sorella dell’agopuntura, si può applicare in abbinamento al massaggio, all’agopuntura o come tecnica singola.

Moxa è un termine coniato dagli inglesi e derivato dai Kanji giapponese dove troviamo “Moe” e “Kusa” , che significano letteralmente “bruciare” e “erba“, quindi si può tradurre come “erba che brucia“.
L’utilizzo del calore è dunque una delle tecniche terapeutiche più antiche che esistono e consiste nell’applicare calore con intenzione terapeutica.

La moxibustione in termini generali consiste nell’usare una pianta seccata e lavorata: l’Artemisia, che una volta applicata sulla pelle, viene accesa in modo che il suo calore o la sua energia generata penetrino nel corpo. In questo modo si ottiene un riscaldamento di aree cutanee, agopunti o percorsi energetici (ossia lungo i meridiani), al fine di ottenere una stimolazione dei punti e dei meridiani per trattare le disarmonie.

La moxibustione è, comunque, una pratica della Medicina Tradizionale Cinese ed è stata perfezionata con il tempo dalle scuole giapponesi creando diversi stili i cui trattamenti si basano unicamente sulla moxibustione. Di conseguenza le forme di applicazione della moxibustione sono molte però la più preziosa, popolare ed efficace in Giappone è quella del Okyu del grano di Riso.

Una tecnica particolare: l’Okyu giapponese

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A differenza della classica tecnica di moxibustione cinese il cui principio prevede appunto la trasmissione di calore nel corpo con il fine di alleviare contratture, sciogliere le catene muscolari e scaldare le zone fredde del corpo, la tecnica Okyu è differente. Si chiama granello di riso perché la quantità di artemisia che viene utilizzata per questa tecnica è talmente minima che prevede appunto la realizzazione di piccoli coni delle dimensioni di un granello di riso. Questo cono viene applicato sulla pelle o più precisamente sull’agopunto e data la sua dimensione tanto piccola, non può essere considerato una terapia termica ma al contrario uno stimolo energetico e biologico di alta intensità. In questa maniera il punto viene stimolato in profondità dando alla persona che riceve il trattamento una sensazione pari ad un pizzicotto e permette all’operatore di trattare i punti di agopuntura senza usare gli aghi e ottenendo gli stessi risultati.

Inoltre il trattamento di moxibustione con l’okyu permette di sciogliere ugualmente le tensioni muscolari stabilizzando il flusso sanguigno ed energetico conseguendo così un recupero della salute.

Moxibustione di FUKAYA:

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Questo trattamento prende il nome dal maestro che ha inventato questa tecnica: Isaburo Fukaya.
Consiste nell’applicazione della moxa diretta sulla parti più contratte lungo il dorso della schiena affiancata all’utilizzo di un tubo di bambù.

Il trattamento consiste nell’individuare nella persona quali sono i punti o le zone più contratte del corpo, effettuare una pressione a lato della colonna vertebrale con un tubo di bambù, dopodiché nelle parti risultate più doloranti e contratte verrà applicata la moxa diretta.

A differenza dell’okyu, la dimensione del cono di moxa di Fukaya che viene applicato è più grande in modo aumentare il grado di penetrazione del calore rispetto all’okyu e minimizzare la sensazione di bruciore convertendo la moxaterapia in una esperienza gradevole e molto efficace anche nei casi più difficili. Questi grandi effetti si conseguono attraverso un tubo di Bambù che permette di applicare una pressione intorno al cono nell’istante preciso in cui la combustione raggiunge la pelle.

Ottimo per la zona dorsale contratta, ma anche per il collo, la zona cervicale e i dolori articolari.

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